Perché fuggire dal corso di ingegneria informatica dell’Università degli studi di Catania
Dopo essersi laureati di triennale in ingegneria informatica molti dei miei amici hanno scelto di proseguire i propri studi in università diverse: Milano, Torino, Pavia, Pisa; giusto per citarne un paio. Sono moltissime le persone che vanno via. Perché ? Le competenze informatiche presenti nel personale docente all’interno del dipartimento di informatica e delle telecomunicazioni di catania sono eufemisticamente imbarazzanti.
E’ certamente quello che può essere definito l’elemento più rappresentativo di un fenomeno degradante. Tiene i corsi di Sistemi Informativi e Basi di Dati. “Insegna” in aula ad utilizzare Microsoft Access, disconoscendo SQL Server, MySQL, Oracle. Dagli errori che svolge abitualmente su semplici programmi Visual Basic dimostra di ignorare i principi basilari della programmazione. Insegna sistemi informavi su piattaforma Windows / IIS / Asp / Access, ovvero l’unica piattaforma che non è utilizzata nel mondo reale. Disconosce Linux, Apache e i database sopra citati, ovvero gli unici ad essere usati nel mondo reale. E’ assenteista per vocazione. Delega tutto ai suoi assistenti dalle dubbie capacità tecniche e teoriche.
- Professoressa Antonella Di Stefano
Certamente preparata sulla disciplina, manca di una qualità non poco trascurabile: la capacità di esprimersi. Di nazionalità italiana, parla una lingua creola misto di italiano e inglese di difficile ascolto a coloro che siano in grado di parlare italiano o inglese. Le sue lezioni sono una tortura linguistica. La sua chiarezza è paragonabile a quella di Trapattoni; ovviamente scherzo: Trapattoni si esprime meglio. Le sue capacità espressive rendono le lezioni impossibili da seguire o comprendere. Arrogante e lunatica oltre modo, si è procurata il record di litigi avuti con gli studenti, compreso il sotto scritto. Seguite le sue lezioni senza preoccupazione se avete una buona predisposizione per le lingue straniere.
- Professore Gaetano Messina
Cosa è possibile dire di costui ? Se lo avessi visto più volte sarebbe più facile farne una descrizione, ma è difficile parlare adeguatamente di una persona che non c’è mai. Definirlo “assenteista” sarebbe un modo eufemistico per dire che lavora poco: in verità Messina davvero non lavora affatto. Diserta le lezioni e gli esami. Girano leggende sul suo conto. Qualcuno sostiene che in realtà non esista e che la sua cattedra sia una copertura a qualcosa di poco raccomandabile. “Insegna” calcolatori elettronici, che nella sua accezione si riduce all’insegnamento delle utilissime stampanti ad aghi. Non riesco a dire altro. Potrebbe essere utile portare il suo caso a “Chi lo ha visto ?”
- Professore Orazio Mirabella
Tale professore rappresenta un mistero nel sistema universitario italiano: è Prof. ordinario di Reti di Calcolatori e Fondamenti di Informatica malgrado le sue competenze informatiche -, per sua stessa ammissione -, siano ridottissime: lui preferisce definirsi “hardwerista”. Insegna l’utilissimo Pascal, malgrado non sia in uso in alcun ambiente lavorativo. Disconosce C, C++ e Java. Durante le sue lezioni di rete insegna per due mesi lo stack di rete ISO / OSI, malgrado lo stack TCP / IP sia l’unico ad essere realmente usato. Insegna reti di calcolatori ma non ha mai visto un socket, ignorandone completamente il funzionamento. La sua profondissima incompetenza informatica lo spinge ad assegnare progetti difficilissimi e sconclusionati agli ingenui studenti – fra cui il sotto scritto -, che a lui si rivolgono per progetti di tesi e tesine. La sua impreparazione sfiora il ridicolo nel momento in cui si dimostra chiaramente incapace di comprendere gli argomenti che gli espongono i suoi stessi tesisti. I suoi tesisti svolgono il proprio lavoro esclusivamente da soli, sulle loro proprie forze. Non risponde mai alle email, si rende spesso irreperibile per appuntamenti. Rivolgetevi a lui per il vostro lavoro di tesi se avete ottimi nervi e 12 mesi di perdita di tempo sulla tesi non vi spaventano.
Il professore a contratto Mario Barbera non è un essere umano: è un robot. Programmato da un hacker ubriaco del gruppo di ricerca in intelligenza artificiale dell’università degli studi di Messina, insegna nel corso di Fondamenti di Telecomunicazioni. Androide per nascita, – servo per scelta -, percepisce la realtà sotto algoritmi che sfuggono all’umana comprensione. Nella sua percezione della realtà la teoria degli segnali è l’unica disciplina che forma il futuro di un ingegnere e segna la sua carriera universitaria da studente. Per la sua natura elettronica e per il modo in cui si comporta durante gli esami è anche detto “Terminator”, - o “Barberaman” dai più benevoli. Nella sua missione non vi è certo l’obiettivo di essere uno strumento di crescita per gli studenti. Lui è il Terminator, lui deve terminare i propri studenti. Nessuno può sfuggire alla collera di Barberaman. Su 100 persone che si presentano all’esame, mediamente ne passano 4. Soltanto i più valorosi o i più provati riescono alla fine ad averla vinta sul temibile cyborg. Se lo incontrate sul vostro cammino, abbiate forza e tanto coraggio.
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3 responses so far ↓
Alfredo // March 21, 2008 at 10:19 am
brus79 // April 5, 2008 at 11:59 am
eh eh… ci ho avuto a che fare di striscio, qualche anno fa anche io.
A noi elettronici il corso di Sistemi di Elaborazione lo faceva la mitica professoressa Giordano, impegnata nell’eterna lotta contro l’effetto “Las Vegas”: insegnarci a non fare slide PPT con caratteri viola su sfondo giallo
A livello tecnico, il nulla. Il corso era una sequela di slides, pura analisi e teoria, non abbiamo visto una query o una connessione a DB. Volendo fare qualcosa di più articolato, ho cercato il modo per fare interagire il db access con un sito web, era il 1998 e l’unica cosa che trovai fu ASP. Mi serviva IIS che su windows95 home edition non c’era, si trovava solo sul 98 che era uscito da poco, avevo le idee un pò confuse, andai da Faro e mi disse: “secondo me lei ha bisogno di ODBC…” non aveva idea di cosa stessi dicendo. La cosa grave non è che non sapesse, ma che non avesse la minima voglia di sapere. Avrebbe potuto dirmi “Guardi, adesso sto facendo altro. Se viene domani ne parliamo con calma”. Invece no, ha sparato la prima cosa che gli è venuta in testa tanto per farmi andare. Pazienza…
Fatevi 4 risate ! « Sereno’s Blog // May 7, 2008 at 8:11 pm
[...] da ridere. Guardate quali commenti sono apparsi su quel sito dopo la pubblicazione del mio articolo “Perché fuggire dal corso di ingegneria informatica dell’Università degli studi di Catan… E provate quindi ad immaginare da chi possano essere scritti, e in “risposta” a chi [...]
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